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Le nuvole sono trascinate da forti venti con velocità di oltre 300 km/h e seguono percorsi ben definiti. La superficie di Venere ha mostrato strutture geologiche molto complesse.Poco dopo la sua formazione erano presenti sulla superficie venusiana oceani d’ acqua che con il passare del tempo la radiazione del Sole (divenuta maggiore) fece evaporare, mentre l’anidride carbonica liberatasi dalle rocce si disperdeva nell’ atmosfera.Il suolo di Venere è simile a un deserto roccioso immerso in una luce giallastra e dove le tinte predominanti sono l’ arancione e il marrone del terreno.Per circa il 60% tale superficie è debolmente ondulata,mentre ampi bacini depressi ne occupano un altro 16%,il resto della superficie si trova ad una quota di un migliaio di metri più elevata rispetto alla pianura presa come riferimento: su tali vasti altopiani si alzano catene di rilievi anche impotenti, come i Monti Maxwell le cui vette sfiorano gli 11000 metri.Grazie alle sonde inviate si è scoperto che su Venere è presente un’ attività vulcanica recente testimoniata anche dalle fresche colate laviche fuoriuscite dal Monte Maat , un vulcano alto 8 Km che si trova nella Terra di Afrodite. Su Venere sono state individuate due vaste aree denominate continenti : la Terra di Ishtar e la Terra di Afrodite. Esse si trovano rispettivamente nell’ emisfero Nord e a cavallo dell’equatore verso Sud. La struttura interna di Venere dovrebbe essere simile a quella della Terra con una crosta terrestre, un mantello di materiale fuso e un nucleo interno ferroso. L’ipotesi prevalente è quella che assegna uno spessore di 3200 Km al nucleo, 2800 Km al mantello e 20 Km alla crosta superficiale. Il nucleo ferroso dovrebbe dare origine a un campo magnetico che invece risulta assente. Il campo magnetico generato da un pianeta dipende dal movimento delle correnti conduttrici al suo interno. Il vento solare colpisce direttamente gli strati alti dell’ atmosfera ionizzandoli, creando un fronte d’urto che genera un campo magnetico di forma allungata in direzione opposta al vento solare stesso. L’ esigenza di un nucleo ferroso dovrebbe garantire la presenza di un campo magnetico misurabile; il fatto che invece Venere non ne abbia uno potrebbe derivare dalle condizioni dei movimenti del pianeta. La rotazione molto lenta attorno al suo asse (243 giorni) potrebbe essere la causa di questa assenza altrimenti ingiustificata.
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Archivio G.A.N. - Gruppo Astrofili dei Nebrodi |