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A causa della vicinanza al Sole e della durata del periodo d’illuminazione, la temperatura sul lato esposto al Sole sale a 425°C, quanto basta a far fondere metalli come stagno e piombo, mentre sul lato opposto scene fino a – 175°C, è infatti il pianeta con la più forte escursione termica tra il dì e la notte ed è privo di atmosfera. I dati ottenuti dalle sonde (Mariner 10) hanno provato che Mercurio presenta una superficie del tutto simile a quella della Luna. Le strutture più diffuse sono i crateri da impatto, le planitie (pianure) e le faglie inverse.
v CRATERI DA IMPATTO Di ogni dimensione, essi sono dovuti alla caduta di meteoriti che, raggiungono la superficie ad altissime velocità. Il corpo che precipita si disintegra e nell’area di collisione si scava una depressione. Negli impatti più violenti una certa quantità di materiale viene lanciata radialmente e disegna sulla superficie i caratteristici raggi chiari, lunghi centinaia di km. Tra un cratere e l’altro spesso si estendono vaste pianure dando al terreno un aspetto maculato. v PLANITIE Ampie zone in cui la superficie è più regolare di quella costituita dai crateri. Le Planitie, equivalgono ai “mari” lunari e presentano caratteristiche univoche, tali da renderle riconoscibili le une dalle altre. La più grande è la Planitia caloris, la cui origine è attribuita ad un enorme meteorite, il cui urto, che deve aver fatto vibrare l’intero pianeta, ha scavato un bacino largo circa 1400 km, colmato poi da detriti e da lava. v FAGLIE INVERSE Lacerazioni della crosta, lunghe centinaia di km, provocate forse da una contrazione del raggio del pianeta. L’elevata densità media di Mercurio, simile a quella della Terra indica che sotto l’involucro esterno di rocce craterizzate, deve esserci un grosso nucleo di materiali ben più densi. Infatti, dal rapporto tra la massa e il raggio si deduce che tale pianeta contiene una grande quantità di ferro, il solo elemento pesante che consente di spiegare in modo soddisfacente l’alta densità media del pianeta. Ferro e nichel rappresentano più del 65 % della massa di Mercurio. Un’altra prova a favore di un nucleo ricco di ferro deriva dal campo magnetico relativamente intenso che il pianeta possiede e che non può che essere provocato dalla presenza di materiale ferroso al suo interno. Sotto la crosta di Mercurio vi è un mantello di silicati che circonda un nucleo fuso; il raggio del nucleo rappresenta il 76 % del raggio planetario, un valore più grande di quello di tutti gli altri pianeti terrestri. Mercurio possiede anche un debole ma ben definito campo magnetico analogo a quello terrestre. |
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Archivio G.A.N. - Gruppo Astrofili dei Nebrodi |